Il Mar Mediterraneo ha plasmato in modo unico le connessioni storiche e le influenze culturali fin dai tempi più antichi. Questo melting pot di diversità ha reso il Mediterraneo un importante centro di scambio di prodotti, conoscenze culinarie e contaminazioni culturali che, una volta unite e arricchite reciprocamente, hanno dato vita a questo patrimonio culturale unico.
Ancora oggi, l’importanza di quest’area è viva e vibrante. Situato tra le colonie greche della Magna Grecia, le influenze arabe e i popoli autoctoni etruschi e lucani, il Mediterraneo è stato segnato da una continua successione di eventi, tradizioni e innovazioni che compongono la storia dello Stile di Vita Mediterraneo.
Una delle più importanti è l’“invenzione” della definizione Dieta Mediterranea, la cui etimologia deriva dal termine latino invenire, che significa “scoprire” o “riconoscere”.
È il risultato di uno sguardo esterno, quello dei due scienziati americani Ancel e Margaret Keys, che individuarono un sistema di vita e alimentazione sano e resiliente, capace di attraversare epoche storiche e intersezioni culturali fino a sopravvivere ai giorni nostri.
Valori comuni oltre i confini geografici
Dal 2010, il mondo intero celebra la Dieta Mediterranea come patrimonio culturale immateriale dell’umanità.
Le Comunità Emblematiche della Dieta Mediterranea sono sette: Agros (Cipro), Brač e Hvar (Croazia), Soria (Spagna), Koroni (Grecia), Pollica (Italia), Chefchaouen (Marocco), Tavira (Portogallo).
“La Dieta Mediterranea è molto più di un semplice elenco di alimenti. Promuove l’interazione sociale, poiché il mangiare insieme è alla base delle usanze sociali e delle festività condivise da una determinata comunità e ha dato origine a un notevole patrimonio di conoscenze, canti, massime, racconti e leggende.”
UNESCO
Tra le Comunità Emblematiche, l’identità è scandita da valori comuni come condivisione, convivialità, apertura, unione e ospitalità, ma anche da azioni semplici e potenti: un forte rispetto per i cicli naturali, profondi legami sociali e attenzione al benessere personale, comunitario e naturale.
Nonostante le somiglianze, è importante comprendere che le culture, gli approcci alla vita e le abitudini alimentari sono invece il risultato della diversità.
Ogni Comunità Emblematica è unica e differente dalle altre per paesaggio, clima, storia, biodiversità, rituali, tradizioni e maestrie: tutte preservano le proprie caratteristiche locali, come le varietà e le ricette tipiche.
La diversità rappresenta un approccio fondamentale alla resilienza e alla sostenibilità.
È la ricetta magica al cuore della Dieta Mediterranea, in cui ognuna delle sette Comunità Emblematiche compone un tassello prezioso, seppur differente, del mosaico mediterraneo.
Vale quindi la pena ascoltare le storie che il Mediterraneo può offrire.
Sono storie di resilienza e buon vivere, storie di gestione consapevole delle risorse naturali, storie di competenze e tecniche antiche o dimenticate.
Le tecniche tradizionali di pesca sostenibile ne sono un chiaro esempio, come la pesca della Menaica, che dimostra come sia possibile pescare rispettando il mare e promuovendo una rigenerazione collettiva.
Anche l’approccio umile all’apicoltura affonda le proprie radici nella storia, poiché gli esseri umani nella regione mediterranea interagiscono con le api da 8.000 anni, come documentato dalle pitture rupestri presenti in Spagna.
Persino iniziare una conversazione con le nonne del luogo, custodi della saggezza mediterranea, può portare alla scoperta di ricette particolari e alla rivelazione di segreti nascosti.
Tutto questo può accadere quando si è disposti ad ascoltare e aperti alla condivisione.
Il Mediterraneo, e le Comunità Emblematiche della Dieta Mediterranea, testimoniano che è possibile raggiungere uno stile di vita sostenibile quando sono presenti unità e cooperazione.
La Comunità Emblematica croata
Nell’ambito delle celebrazioni della Settimana Internazionale della Cucina Italiana nel Mondo, Zagabria, in Croazia, ha ospitato una mostra fotografica della durata di una settimana per celebrare la tradizione, l’eredità e l’identità contemporanea della cucina italiana.
La località assume un significato particolare per l’Italia, poiché Croazia e Italia sono profondamente legate dal patrimonio culturale condiviso connesso alla Dieta Mediterranea.
Come la comunità italiana di Pollica, nel Cilento, anche le due isole croate di Brač e Hvar fanno parte delle sette Comunità Emblematiche della Dieta Mediterranea.
Dal 2013 rappresentano lo stile di vita mediterraneo nell’area geograficamente più settentrionale della rete, nel cuore del Mar Adriatico.
Con una popolazione media di 12.000–13.000 abitanti, queste due isole dalmate confermano che lo stile di vita mediterraneo è ancora vivo, trasmesso, protetto e celebrato.
Sebbene nel tempo la disponibilità e la frequenza di alcuni alimenti siano cambiate, adattandosi a stili di vita differenti, gli ingredienti di base della cucina dei pescatori e degli agricoltori non sono cambiati negli ultimi 70 anni.
Ancora oggi, tra gli ingredienti dell’alimentazione degli abitanti di Brač e Hvar troviamo la vite, le olive, i prodotti caprini, le sardine, ogni tipo di verdura, legumi e cereali.
Molte varietà autoctone dell’area mediterranea sono infatti riconosciute per la loro resistenza ai fattori di stress ambientale, tipici sia del passato che del presente di quest’area geografica.
Un esempio rappresentativo è dato da alcune antiche varietà di uva tipiche delle isole croate, perfettamente adattate al microclima della regione.
Anche l’utilizzo di piante spontanee è molto diffuso nella preparazione degli alimenti.
Il Varenik, uno specifico condimento realizzato con mosto d’uva (mošt), è uno degli alimenti che testimoniano la continuità delle pratiche alimentari del Mediterraneo e dell’Adriatico.
Celebrare la Cucina Italiana nel mondo significa anche celebrare i valori comuni che sono alla base di tutte le Comunità Emblematiche della Dieta Mediterranea, capaci di oltrepassare i confini geografici italiani e raggiungere altre comunità mediterranee, come quella croata.
Questo può avvenire attraverso la condivisione di ricette, convivialità, storie, conoscenze e fotografie, come accaduto durante la settimana di Zagabria.
“La fotografia è una poesia austera e ardente della realtà.”
Ansel Adams




