Storia del Mediterraneo

Pollica e il territorio del Cilento si trovano in un contesto storico e culturale unico.

Situata al confine tra le colonie greche della Magna Grecia e i popoli autoctoni etruschi e lucani, Pollica e i territori vicini hanno accolto eroi, pensatori ed esploratori.

Al centro del Bacino del Mediterraneo, Pollica ha sempre incarnato l’etimologia stessa del Mediterraneo, Medium Terrae, cioè “mare in mezzo alle terre”.

In particolare, dai resti di due importanti città dell’epoca classica, Paestum e Velia, è ancora possibile percepire le origini di una delle più celebri scuole filosofiche dell’Antica Grecia.

In quest’area, Parmenide, filosofo greco antico e fondatore dell’ontologia, diede vita al suo celebre poema “Sulla Natura”, che può essere considerato il primo vero testo filosofico nella storia del pensiero occidentale riguardante la concezione dell’essere umano nel proprio ambiente.

Questi luoghi, ancora oggi attraversati dal pensiero e dalle intuizioni di Zenone e Melisso, allievi di Parmenide, raccontano il legame con la Natura, il desiderio di sentirsi in armonia, la volontà di conoscere, scoprire e mettersi in gioco.

Paestum & Velia

L’eredità del Parco Archeologico di Paestum e Velia ne rappresenta una preziosa testimonianza.

Da culla della filosofia greca, il territorio ha vissuto una successione di eventi che ne hanno rafforzato la resilienza e scandito la storia dello stile di vita mediterraneo.

Velia, o Elea come veniva chiamata prima dell’arrivo dei Romani, è infatti sempre stata un simbolo di adattabilità nel corso della storia.

I reperti archeologici mostrano come la città sia stata costruita e ricostruita nel tempo, adattandosi al clima e alle calamità naturali.

Tra gli altri eventi storici di grande importanza troviamo la fondazione della Scuola Medica Salernitana nell’Alto Medioevo, che aprì la strada alla medicina occidentale moderna e ospitò la prima dottoressa conosciuta, Turola de Ruggero.

E infine l’“invenzione” della Dieta Mediterranea, nel senso latino del termine invenire, che significa scoprire, riconoscere, trovare.

È il risultato di uno sguardo esterno, quello di Ancel e Margaret Keys, che riconobbero un sistema coerente, sano e resiliente di vita e alimentazione, capace di attraversare epoche storiche e contaminazioni culturali fino ad arrivare ai giorni nostri.

È proprio per questo motivo, e grazie alla piena valorizzazione delle conoscenze e delle tradizioni della Dieta Mediterranea, che oggi il Centro Studi Dieta Mediterranea “Angelo Vassallo” del Comune di Pollica e il Future Food Institute hanno organizzato a Pollica una giornata di incontri per celebrare l’undicesimo anniversario del riconoscimento della Dieta Mediterranea come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità UNESCO.

11° anniversario del riconoscimento UNESCO della Dieta Mediterranea

L’evento inaugura una settimana di attività che confluisce nella VI Settimana della Cucina Italiana nel Mondo, coordinata dalla Direzione Generale per la Promozione del Sistema Paese del Ministero degli Affari Esteri italiano, pienamente in linea con il tema proposto per il 2021: “Tradizione e prospettive della Cucina Italiana: consapevolezza e valorizzazione della sostenibilità alimentare.”

In questa occasione, ospiti, decisori politici, professori ed esperti sono stati accompagnati fisicamente attraverso i luoghi che ci hanno consegnato la Dieta Mediterranea: il Parco Archeologico di Paestum e Velia, insieme ai due principali musei dell’area: Il Museo Vivente della Dieta Mediterranea di Pioppi (Pollica), dedicato al modello alimentare e allo stile di vita riconosciuti dall’UNESCO nel 2010, e Il Museo Virtuale della Dieta Mediterranea, che raccoglie storie e testimonianze legate alla Dieta Mediterranea.

Sono questi i luoghi che ancora oggi ci permettono di vivere l’incrocio di conoscenze e intuizioni rivoluzionarie che, nel corso dei secoli, hanno composto questo immenso patrimonio storico, culturale, filosofico e paesaggistico.

FOUNDER
Sara Roversi

Sara Roversi è un’imprenditrice sociale e una leader internazionale che opera all’intersezione tra cibo, ecologia, educazione e trasformazione culturale. La sua visione si fonda su un’idea chiara: il cibo non è soltanto nutrimento, ma uno strumento per rigenerare ecosistemi, comunità e stili di vita.

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